Paralisi del Nervo Facciale. Cos’è e come si cura

Le paralisi del VII nervo cranico (nervo facciale) sono le più frequenti paralisi del sistema nervoso periferico, con un’incidenza di 30 casi su 100.000 abitanti. Può avere diverse cause, quali ictus, trauma cranico, tumore cerebrale, infezioni, o essere associata a malattie neurologiche croniche, come la sclerosi multipla.

La forma di paralisi facciale più comune è la paralisi di Bell, che colpisce un solo lato del viso ed è causata dall’infiammazione del nervo facciale, probabilmente di natura infettiva.

Il nervo facciale è un nervo misto pertanto è composto sia di fibre nervose motorie sia di fibre nervose sensitive. E’ responsabile del controllo dei movimenti mimici di:

  • Palpebre e sopracciglia,
  • Guance e bocca,
  • Del movimento degli ossicini dell’orecchio,
  • Della percezione dei gusti a livello della lingua.

A seconda della causa, la paralisi facciale può manifestarsi in modo improvviso o graduale, e può essere temporanea o permanente.

Può provocare alterazioni molto marcate dei lineamenti del viso e problemi nel parlare, deglutire la saliva, mangiare, sentire o comunicare attraverso le espressioni naturali del viso.

Il Centro NeuroRiab è altamente specializzato nella riabilitazione della persona con paralisi del facciale attraverso percorsi di riabilitazione neurocognitiva mirati e specifici per ogni singolo paziente.

Come successo per Marco che ad ottobre presenta una paralisi del nervo facciale.

Giunto al Pronto Soccorso viene invitato ad iniziare una terapia farmacologica ed al riposo. Qualche tempo dopo, notando alcuni peggioramenti nella sintomatologia, Marco decide di recarsi presso la nostra struttura.

Alla prima valutazione (Primo video) si nota assenza di reclutamento muscolare a tutto l’emiviso destro. La fronte, sul lato destro, non si corruga, l’occhio destro è più aperto, la palpebra non si chiude, la bocca viene tirata verso il lato sinistro per assenza di reclutamento muscolare sul lato destro, tanto da non mostrare mai le arcate dentarie di destra. Marco lamenta difficoltà nel fare espressioni con il viso come l’espressione di gioia, tristezza, stupore e disgusto. Non riesce a chiudere l’occhio destro quando dorme (deve mettere una benda), non riesce a trattenere l’acqua in bocca, a passare l’aria da una guancia all’altra e a spostare il cibo dall’arcata dentaria destra a quella sinistra. A questo aggiunge una alterata percezione dell’emiviso destro, sia a livello della cute che dentro la bocca.

Marco inizia subito un percorso specifico di recupero, attraverso la riabilitazione neurocognitiva, che lo porta a sottoporsi ad un trattamento intensivo giornaliero presso il nostro centro e poi autonomamente a casa.

Dopo un mese e mezzo di riabilitazione torna alla visita di controllo (Secondo video) mostrando importanti miglioramenti!

Marco ha recuperato la possibilità di corrugare la fronte sul lato destro, riesce a chiudere la palpebra destra, contemporaneamente con la sinistra e a dormire chiudendo entrambi gli occhi, senza la necessità di utilizzare la benda. La bocca è simmetrica sia quando parla che quando ride. Adesso si vedono entrambe le arcate dentarie. Riesce a fare le diverse espressioni del viso che in precedenza non riusciva. Riesce a spostare l’acqua e l’aria dalla guancia destra alla sinistra, riesce a mangiare senza difficoltà e a trasferire il cibo tra i denti. Ha anche recuperato la percezione della cute e ha iniziato a recuperare anche quella all’interno della guancia.

Marco presenta ancora alcune difficoltà, soprattutto in azioni in cui è richiesta una maggiore organizzazione qualitativa e quantitativa del reclutamento muscolare, come, ad esempio, nell’azione di addentare un panino o una mela. Ma la cosa importante è sapere che può continuare a migliorare e a recuperare seguendo il percorso specifico di recupero che la Riabilitazione Neurocognitiva propone per queste patologie!

Complimenti a Marco e sempre avanti!

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